Orari: 12:30 - 14:30 e 18:00 - 22:30 | Lunedi: chiusi   Via Cesare Battisti, 138 - Ponte Arche - Comano Terme (Trento)    Tel: +39 0465 702041   [email protected]         

Ti è mai successo?

Vai a cena, ti portano una pizza spettacolare. Un cornicione enorme, gonfio, pieno di bolle d’aria gigantesche. Sembra una nuvola, perfetta per farci una foto. La mangi volentieri, paghi e torni a casa contento.

Poi arrivano le 3 del mattino.

Ti svegli con una sete pazzesca. Ti scoli mezza bottiglia d’acqua, ma niente, non passa. In più, senti un peso sullo stomaco che non vuole andare giù. Ti giri e ti rigiri nel letto e aspetti solo che suoni la sveglia.

Se ti è capitato, tranquillo: non è il tuo stomaco ad avere qualcosa di sbagliato. È colpa di una moda.

L’inganno delle grandi bolle

Ci hanno convinti che se una pizza ha delle bolle enormi nel bordo (i famosi “alveoli”), allora è fatta a regola d’arte.

Ma la cruda verità tecnica è un’altra. Quelle bolle giganti spesso sono solo il risultato di un impasto “pompato” con tanta acqua per fare scena. Il problema è che, molto spesso, a livello chimico quell’impasto non ha riposato abbastanza. È ancora, di fatto, crudo.

Questo significa che gli zuccheri e le proteine della farina sono ancora tutti lì, intatti. E a doverli smontare, facendo una fatica tremenda, sarà il tuo stomaco. Ecco da dove arriva quella sete infinita e la sensazione di aver mangiato un mattone.

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Come lo risolviamo al Don Pedro (e perché facciamo il contrario)

A noi non interessa fare la pizza bella da fotografare. Vogliamo farti godere la cena e, soprattutto, farti dormire bene. Per questo abbiamo abbandonato le mode passeggere e ci concentriamo su tre cose semplici ma fondamentali:

1. Niente farine industriali sbiancate Abbiamo eliminato la classica farina 00. Usiamo solo farine di tipo 0 e 1. Sono meno raffinate, sanno davvero di grano e mantengono intatte quelle fibre naturali che aiutano tantissimo la tua digestione.

2. Il “lavoro sporco” delle 48 ore Non abbiamo fretta. Facciamo riposare l’impasto per almeno due giorni interi. In quelle 48 ore, gli enzimi fanno il lavoro faticoso al posto tuo: scompongono gli zuccheri complessi prima ancora che la pizza entri nel forno. Quando la mangi, è già “pre-digerita” in modo naturale.

3. Mai più il centro crudo o molliccio Quando si cerca a tutti i costi di far gonfiare a dismisura il cornicione, c’è un rischio enorme: l’impasto al centro non riceve il calore nel modo giusto e rimane umido, creando quel fastidioso “effetto pappetta” sotto il pomodoro e la mozzarella. Il nostro impasto, avendo una struttura più equilibrata, permette al calore di cuocere la pizza in modo perfetto e uniforme. Nessun centro crudo: te la godi, asciutta e saporita, dal primo all’ultimo morso.

Il risultato visivo? Forse il nostro cornicione sarà un po’ meno gonfio, ma avrà un sapore rustico, autentico e ti permetterà di arrivare a fine piatto senza sentirti scoppiare.

La prova si fa la mattina dopo

Non devi crederci sulla parola. Il vero modo per capire se una pizza è buona non è guardarla, ma ascoltare il tuo corpo la mattina dopo.

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Cristian,
Don Pedro
La pizzeria artigianale del Trentino

Tel: 04 65 70 20 41
https://www.pizzeriadonpedro.com/
Email: [email protected]

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